Come ridurre rumore e distrazioni in ufficio e in smart working

Telefoni che squillano, colleghi in call a due scrivanie di distanza, la stampante che parte proprio mentre stai chiudendo un ragionamento. Il rumore in ufficio raramente è assordante, ma è continuo, e proprio per questo stanca. Lo stesso vale a casa, dove al posto dei colleghi ci sono la lavatrice, il cantiere del vicino o la televisione accesa nell’altra stanza.

La buona notizia è che per ridurre il rumore in ufficio non servono lavori di ristrutturazione. Nella maggior parte dei casi bastano qualche accessorio scelto bene, un paio di accorgimenti sull’arredo e alcune regole condivise. In questa guida vediamo cosa funziona davvero, cosa promette più di quanto mantiene e come organizzare la giornata per proteggere la concentrazione.


Perché il rumore pesa così tanto sulla concentrazione

Il cervello filtra bene i suoni costanti e prevedibili, come il ronzio del condizionatore. Fa molta più fatica con quelli che contengono informazioni, e il caso più tipico è la voce umana. Una conversazione comprensibile a pochi metri attira l’attenzione anche se non ci interessa, perché la mente prova comunque a seguirla.

Per questo un open space può risultare più faticoso di una strada trafficata. Il traffico è un rumore di fondo, la telefonata del collega no. Chi fa lavori di scrittura, calcolo o analisi ne risente di più rispetto a chi svolge attività ripetitive.

Fonte di rumoreLivello indicativoQuanto disturba il lavoro di concentrazione
Ufficio singolo silenzioso35-45 dBpoco o nulla
Open space tranquillo50-55 dBmoderatamente, dipende dalle voci
Conversazione normale a 1 metrocirca 60 dBmolto, perché si capiscono le parole
Open space affollato con call60-70 dBmolto
Stampante multifunzione in funzione50-60 dBa intermittenza, fastidiosa

I valori sono indicativi e variano molto con la distanza e l’acustica della stanza. Il dato da tenere a mente è un altro: più che il volume conta l’intelligibilità. Ridurre quanto si capiscono le voci è spesso più efficace che abbassare il rumore complessivo.

Postazione di lavoro con cuffie con cancellazione del rumore e pannello fonoassorbente sulla scrivania
Cuffie con cancellazione attiva e pannelli da scrivania sono i due interventi più rapidi contro il rumore

Cuffie con cancellazione del rumore: quando funzionano

Le cuffie con cancellazione attiva del rumore (ANC) usano dei microfoni per “ascoltare” l’ambiente e generano un’onda sonora opposta che lo attenua. Funzionano benissimo sui rumori bassi e continui: condizionatori, ventole, traffico, il ronzio dei server. Sono meno efficaci sulle voci e sui rumori improvvisi, che restano udibili anche se smorzati.

Per questo il risultato migliore si ottiene combinando l’ANC con un sottofondo sonoro a basso volume, come musica strumentale o rumore rosa. Il sottofondo copre le parole dei colleghi, l’ANC elimina il resto. Il volume però deve restare moderato: ascoltare per ore a volume alto affatica l’udito.

  • Cuffie over-ear: isolano meglio anche in modo passivo, comode se non fa caldo.
  • Auricolari in-ear con ANC: leggeri e discreti, ottimi per chi si sposta o lavora in treno.
  • Headset con microfono: se passi la giornata in call, scegli un modello con microfono a braccetto, che isola la tua voce dal rumore intorno.

Se il problema è solo dormire o concentrarsi in silenzio assoluto, senza musica né call, possono bastare anche dei buoni tappi per le orecchie, che costano poco e non hanno batterie da ricaricare. Per chi cerca modelli senza fili da usare con il computer c’è la nostra selezione di cuffie wireless per PC.


Pannelli fonoassorbenti, divisori e arredo

Qui serve una distinzione che crea spesso confusione. I pannelli fonoassorbenti riducono il riverbero, cioè l’eco che fa rimbalzare le voci sulle pareti lisce. I materiali fonoisolanti impediscono invece al suono di passare da una stanza all’altra. Un pannello in feltro sulla parete rende la stanza meno rimbombante, ma non ferma il rumore del vicino di casa.

In un ufficio con soffitti alti, pavimenti duri e grandi vetrate il riverbero è il primo nemico. Gli interventi più semplici sono questi:

  • Divisori da scrivania in feltro o PET fonoassorbente, alti almeno 40-50 cm sopra il piano: separano visivamente e smorzano le voci tra postazioni affiancate.
  • Pannelli a parete o a soffitto nelle zone dove si parla di più, come l’area telefonate o la sala riunioni.
  • Tappeti, tende pesanti e librerie piene: assorbono il suono più di quanto si immagini. Anche delle tende da ufficio in tessuto spesso aiutano rispetto alle veneziane metalliche.
  • Piante: fanno bene all’ambiente, ma l’effetto sull’acustica è modesto. Le consigliamo più per il benessere, come spieghiamo nella guida al verde in ufficio.

Quando si confrontano i pannelli, il dato da guardare è il coefficiente di assorbimento acustico (spesso indicato come αw o NRC): più si avvicina a 1, più il pannello assorbe.

InterventoCosto indicativoEfficacia sul riverberoEfficacia sulle voci vicine
Cuffie ANCmedionessunaalta per chi le indossa
Divisorio da scrivania fonoassorbentebasso-mediobassamedia
Pannelli a paretemedioaltamedia
Tappeti e tende pesantibassomediabassa
Sottofondo di rumore rosa o bianconullonessunamedia (copre le parole)

Regole condivise per l’open space

Gli accessori aiutano il singolo, ma in un open space le abitudini del gruppo contano di più. Bastano poche regole chiare, decise insieme e scritte da qualche parte.

  • Le call si fanno in cuffia, mai in vivavoce dalla scrivania.
  • Zone diverse per attività diverse: un’area per le telefonate, una più silenziosa per chi deve concentrarsi.
  • Riunioni improvvisate fuori dalle postazioni, anche se durano cinque minuti.
  • Un segnale di “non disturbare” condiviso, che sia una lucina, una bandierina o semplicemente le cuffie indossate.
  • Suonerie al minimo o in vibrazione, notifiche sonore del computer disattivate.

Il consiglio della redazione: presentate le regole come un modo per lavorare meglio tutti, non come un elenco di divieti. Funzionano solo se le rispettano anche i responsabili.


In smart working: il rumore di casa

A casa il rumore cambia natura. Elettrodomestici, figli, animali, lavori in condominio. La prima mossa è scegliere bene la stanza: meglio una camera sul lato cortile che il soggiorno affacciato sulla strada, anche se è più piccola. La guida su come organizzare la postazione in smart working entra nel dettaglio di spazi, luce e arredo.

Per le call il problema è doppio: tu senti il rumore, ma lo sentono anche gli altri. Un microfono direzionale o con cancellazione del rumore taglia gran parte dei suoni di fondo, e molte piattaforme di videoconferenza hanno un filtro di soppressione del rumore da attivare nelle impostazioni audio.

Concorda con chi vive con te le fasce orarie delle riunioni importanti. Sembra banale, ma evita la lavatrice in centrifuga proprio durante la presentazione al cliente.


Distrazioni digitali: il rumore che non si sente

Notifiche, chat aziendali e mail in arrivo interrompono la concentrazione quanto una voce. Spesso di più, perché siamo noi a cercarle. Qualche contromisura semplice:

  • Blocchi di lavoro profondo di 45-90 minuti con notifiche disattivate, alternati a finestre dedicate a mail e messaggi.
  • Stato “occupato” visibile sulla chat aziendale durante questi blocchi.
  • Telefono fuori dalla vista, non solo in silenzioso.
  • App di gestione del tempo per pianificare la giornata: ne abbiamo confrontate diverse nella guida alle app per la gestione del tempo.

Per chi vuole approfondire il metodo, la guida alla produttività al lavoro spiega le principali tecniche di organizzazione del tempo.


Domande frequenti

Qual è il modo più rapido per ridurre il rumore in ufficio?

Per il singolo, un paio di cuffie con cancellazione attiva del rumore, magari con un sottofondo di musica strumentale a basso volume. Per tutto l’ufficio, la regola di fare le call in cuffia e non in vivavoce.

Le cuffie con cancellazione del rumore bloccano anche le voci?

Le attenuano, ma non le eliminano. L’ANC lavora meglio sui rumori bassi e costanti. Contro le voci aiuta abbinare un sottofondo sonoro leggero, che rende le parole meno comprensibili.

I pannelli fonoassorbenti isolano dal rumore del vicino?

No. Riducono l’eco e il riverbero all’interno della stanza, rendendola più confortevole, ma non impediscono al suono di passare attraverso pareti e soffitti. Per quello servono interventi di isolamento acustico veri e propri.

Il rumore bianco aiuta a concentrarsi?

Per molte persone sì, perché copre i suoni improvvisi e le conversazioni. Il rumore rosa o marrone, più cupo, risulta spesso meno fastidioso del bianco. Conviene provare a basso volume e vedere cosa funziona per te.

Come chiedere ai colleghi di fare meno rumore senza creare tensioni?

Meglio proporre regole valide per tutti, come le call in cuffia o una zona silenziosa, piuttosto che lamentarsi del singolo. Parlarne in una riunione di team rende la richiesta neutra e condivisa.

Quanti decibel sono troppi per lavorare?

Non esiste una soglia unica per il comfort, perché dipende dal tipo di lavoro. Come riferimento, sotto i 45 dB si lavora tranquilli, mentre sopra i 55-60 dB con voci comprensibili la concentrazione cala per quasi tutti. Esiste anche una norma internazionale dedicata all’acustica degli open space, la ISO 22955, a cui fanno riferimento i progettisti.

Valentina Scaiola
Valentina Scaiola

Copywriter e Digital Strategist, appassionata di viaggi, tecnologia e fotografia.

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